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    • Elisa Montessori, Raffaella Benetti
    • VANITAS
    • 19 novembre - 18 dicembre 2016

    • Il 18 novembre alle 18.30, presso la sede di BAG Gallery di Parma, verrà inaugurata la mostra ‘Vanitas’ di Elisa Montessori e Raffaella Benetti. Due percorsi autonomi che si confrontano su un topós dell’arte: la Vanitas. Un tema che affonda le proprie radici in area olandese, di cultura calvinista, del XVII secolo, per espandersi, ben presto, in buona parte dell’Europa. L'esposizione è curata dal critico Andrea Tinterri, direttore delle BAG Gallery.

      Elisa Montessori e Raffaella Benetti si inseriscono consapevolmente in una storia dell’immagine, ritrovano in un antico tòpos la contemporaneità della riflessione sul tempo, sull’universalità di alcune interrogazioni. Due ricerche che si guardano influenzandosi vicendevolmente, ma mantenendo una distanza linguistica che evidenzia l’originalità di entrambe le scritture. Elisa Montessori lavora su carta con acquerelli, utilizza colori ad olio su tele che successivamente vengono strappate rendendone i contorni incerti. Raffaella Benetti fotografa proponendo sia immagini singole che installazioni in cui lo scatto diventa parte di un sistema ampio, di un disegno complesso. In entrambi i casi il fiore reciso, uno dei simboli della vanitas, affiora da un fondo monocromo (blu o nero): un tentativo di riportare alla luce un reperto, omaggiando una bellezza al di là della vita terrena, una sopravvivenza estrema che non solo segnala la caducità dell’esistenza, ma rimanda ad un tempo oltre il limite consentito in cui è ancora possibile mostrarsi nel proprio seducente disfacimento. Come nella grande istallazione di Benetti, dove il fiore si mostra in un dialogo musicale, in una danza vorticosa, a testimoniare un’ultima energica sopravvivenza. Montessori, nelle opere su carta, arricchisce il racconto di nuovi personaggi. Con evidente ironia descrive una metamorfosi, una trasformazione, un passaggio di testimone. Un rapanello si confonde in un volto di un giovane fanciullo, come se la morte producesse nuovi universi inaspettati, in un’apparente casualità creatrice. Nulla è perso, bisogna solo aspettare il naturale mutamento della materia.

      La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Greta Edizioni.

      ELISA MONTESSORI Nata nel 1931 a Genova, vive e lavora a Roma. Tra le esposizioni più importanti si possono ricordare la partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1982, 2009, 2011, la partecipazione alla biennale d’Arte di San paolo del Brasile nel 1982, la mostra Omaggio a Ingeborg Bachmann presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1993, la personale Elisa Montessori. Quando il segno diventa suono, all’Università la Sapienza di Roma – Museo laboratorio di arte contemporanea nel 1999, la mostra Elisa Montessori, Shangai Blues nel 2006, la mostra Sarabanda opere su carta di Elisa Montessori allestita a Roma presso la Sala della Crociera del Collegio Romano nel 2013, la mostra Bamboo ai Musei di villa Torlonia di Casina delle Civette. Recentemente, nel 2016, è stata invitata dal museo tedesco Casa di Goethe a confrontarsi sul testo Viaggio in Italia. I lavori sono stati esposti prima all’Ambasciata italiana di Berlino e successivamente alla Casa di Goethe a Roma.

      RAFFAELLA BENETTI Nata nel 1961 a Rovigo, dove tutt’ora risiede, frequenta la facoltà di Filosofia, a Venezia il Centro Europeo per i mestieri della conservazione del patrimonio architettonico e a Roma al Pontificio Ateneo S. Anselmo il corso di Architettura e Arte per la Liturgia. Tra le esposizioni più significative si possono ricordare le personali Sculture al castello estense di Mesola nel 2006, Pensiero presso Palazzo Nagliati Braghini Rossetti a Ferrara nel 2007, le collettive Omaggio a Papa Giovanni II alla Basilica di Santa Maria in Aracoeli a Roma nel 2009, A Red Rug for italian interiors a Londra nel 2012, A bridge across Europe nel 2013 al Eduard Vilde Museum di Tallin, La grande onda. Omaggio a Hokusai a Genova presso Galata Museo del Mare. Nel 2016 partecipa con Gardeco Gallery a Maison&Objet a Parigi. Nel 2012 realizza, per la Chiesa Santi Leone e Nicola di Corigliano Calabro, il crocefisso e le vetrate.